Poesie

Veglia

Quando l’anima inquieta rifiuta il riposo che il corpo chiede,

il mondo si inginocchia su se stesso,

mentre la mente vaga tra ignoti deserti,

e il cuore è percosso da venti senza nome.

Dal mare dell’oblio,

le sirene levano il loro canto,

e dagli abissi riaffiorano le angosce,

non più nascoste dall’operosità del giorno.

Nella danza del tempo senza vita,

al ritmo di timori e speranze,

passato e futuro intrecciano un nodo,

che soffoca il presente.

Spossate ed esauste,

le brucianti membra,

implorano di essere vinte,

e sconfitte abbandonarsi.

Dalla fredda nebbia,

sfuocate figure di demoni,

nel loro lento incedere,

si fanno più distinte.

Con subdoli inganni,

insinuano la paura e la gioia,

sentimenti scostanti,

che insidiano la fragilità dei momenti indifesi.

Ma l’astuzia delle creature infernali,

non può negare l’amicizia della notte,

né le menzogne degli spiriti malvagi,

oscurare la compagnia delle stelle.

Le tenebre che avvolgono l’anima,

quel buio che solo l’uomo conosce,

nel lungo peregrinare si disperdono,

tra i sentieri che portano al mattino.

Quando l’alba tra i rami appare,

e con le sue dita dorate accarezza,

il volto stanco dall’attesa,

di coloro che hanno vegliato.

 

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