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“Per uno sviluppo fondato sul lavoro”

In Fondazione Italiana Europa Popolare

“Per uno sviluppo fondato sul lavoro”, è questo il titolo del seminario nazionale di studi del Movimento Cristiano Lavoratori, che si svolgerà dall’11 al 13 settembre nella tradizionale cornice di Senigallia. Un costante appuntamento con la città marchigiana che quest’anno assume un particolare segnale di vicinanza e di solidarietà visto quanto accaduto a causa delle alluvioni dei mesi scorsi. I lavori “ufficiali” del seminario saranno preceduti da un confronto da parte della componente giovanile sul tema “L’Europa che ci piace: valori, partecipazione e lavoro. Verso l’Europa 2020” che, in particolare, verterà sulle radici cristiane dell’Europa, sul popolarismo europeo e sulla politica sociale europea.

L’appuntamento marchigiano sarà aperto da un approfondimento sugli aspetti sociali dell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco da parte di mons. Mario Toso, Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Continuerà poi con un incontro su come costruire nuovi sistemi nel mondo del lavoro e dell’economia, per concludersi con un appuntamento sulla partecipazione come opportunità sia per i lavoratori che per le imprese, una tematica importantissima nelle relazioni industriali e che rappresenta uno dei punti su cui il MCL insiste di più nel mondo del lavoro. I lavori del seminario avranno culmine il venerdì pomeriggio, con il confronto tra il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori Carlo Costalli e il Segretario generale della CISL Raffaele Bonanni sul tema “Lavoro, rappresentanza società. Per ravvivare la fiducia”. Un confronto molto importante per far emergere e mettere in evidenza la centralità delle parti sociali, della società civile non solo rispetto a qualsiasi tipo di riforma del mondo del lavoro (riforme di stringente attualità), ma soprattutto rispetto al ruolo unico e indispensabile che svolgono all’interno della comunità. “Ravvivare la fiducia” è forse l’aspetto centrale di tutto il dibattito, perché se guardiamo le persone, le comunità, il mondo del lavoro e dell’economia e più genericamente il paese, quello che colpisce di più è proprio la sfiducia nel futuro, una malcelata inquietudine per il domani, un’attitudine così contrastante con l’invito rivolto da Papa Francesco ai giovani, ma che riguarda tutti, a non farsi portare via la speranza. Occorre invece accogliere e rilanciare questo invito attraverso una presenza nella realtà sociale, economica e politica del nostro paese che sia in grado di mettere un evidenza sia le criticità da superare sia la strada da percorrere.

Non a caso l’accento del seminario MCL sarà sul lavoro come leva per un vero ed autentico sviluppo umano e sociale. Questo è un aspetto decisivo verso il quale tutti sembrano a parole concordare, ma che nei fatti passa in secondo piano, poiché la ratio delle decisioni sembra essere ispirata da altre prospettive, la fiducia sembra essere non riposta sulla persona, ma sui sistemi siano essi finanziari o giuridici. Non si tratta di una questione astratta, ma profondamente concreta come i progetti di riforma del mondo del lavoro mette in evidenza. Un esempio è quello della Garanzia Giovani un progetto a respiro europeo per aiutare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e il superamento delle tante zone di esclusione giovanile che il mondo conosce. La Garanzia Giovani potrà essere il banco di prova per superare la nostra atavica mentalità burocratica che dà peso alle strutture e ai sistemi, per abbracciare una prospettiva in cui la persona, in questo caso il giovane, è protagonista degli interventi previsti nel progetto anche grazie al coinvolgimento attivo delle parti sociali e della società civile.

Allo stesso tempo sta emergendo, grazie anche alla crisi economica, la necessità di guardare il mondo della produzione non più come un mondo diviso da steccati ideologici e classisti, ma come una comunità viva in cui tutti partecipano, secondo le differenti mansioni e responsabilità, al bene di tutta l’impresa e ancor di più al bene di tutta la società. Lo sviluppo non può, quindi, che partire investendo sul lavoro, o meglio sulla persona nel mondo del lavoro, un campo in cui, forse persino più di un tempo, si gioca la grande sfida dell’inclusione che è necessaria per affermare la dignità umana. Spesso prigionieri della proliferazione astratta dei diritti che di fatto li annacqua e li svilisce, ci dimentichiamo che la  questione ultima del lavoro è l’affermazione della dignità umana, una dignità che non può essere messa a disposizione di nessun sistema economico e di nessun mezzo di produzione. Partendo dalla promozione della dignità nel mondo del lavoro è possibile “ravvivare la fiducia” ed operare affinché il nostro paese superi quella grande crisi di speranza che sta attraversando. Una speranza che si ravviva in appuntamenti come quello di Senigallia, in cui il confronto che nasce a partire dal magistero della Chiesa, il coinvolgimento della società civile nella vita della nostra comunità e la presenza di tantissimi giovani sono segnali di uno sviluppo già in atto.

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