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Verso Expo 2015. Ripensare i beni comuni

In Fondazione Italiana Europa Popolare

Nei prossimi giorni si svolgerà la sesta edizione della Summer School frutto della collaborazione tra il Movimento Cristiano Lavoratori, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il Centro di Ateneo per la dottrina sociale della Chiesa e il laboratorio ExpoLAB. Il tema scelto per quest’anno è “Verso Expo 2015. Ripensare i beni comuni”, per mettere al centro del dibattito, approfittando dell’evento che il prossimo anno si svolgerà nella città meneghina, la grande questione del rapporto tra l’uomo e il creato. Il tema dell’Esposizione universale è “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” ed è un utile punto di partenza per affrontare questa grande questione che sta diventando sempre più importante. Con acutezza Benedetto VI ha sempre parlato di “ecologia umana” mettendo in evidenza la centralità della persona nel creato, a differenza di quanto fa il pensiero dominante per cui il rapporto tra l’uomo e la natura viene percepito come un rapporto patologico in cui l’essere umano è la malattia. Al fondo di tante politiche ecologiste c’è questa visione che poi si traduce, nel peggiore dei casi, in politiche volte a regolare la crescita della popolazione attraverso la promozione della denatalità (con tutto quello che ciò comporta).

Invece, nella visione cristiana l’uomo è chiamato ad essere custode, quindi né padrone né schiavo, del creato e ha il compito, come chiunque debba gestire qualcosa che non gli appartiene ma che gli è solamente stato affidato, di preservare e di abbellire il creato da consegnare alle generazioni future. Questa tradizionale visione, rilanciata e attualizzata da Papa Paolo VI e dai sui successori rispetto alle complessità del mondo moderno, sottolinea proprio il concetto di “beni comuni”, quei beni, come la terra, che appartengono a tutti.

Il principio di destinazione universale dei beni assieme al legame tra generazioni e alla centralità della persona sono la prospettiva attraverso la quale verrà affrontato, durante la Summer School, il tema dell’Esposizione Universale. La Summer School sarà aperta dal prof. Franco Anelli, rettore dell’Università Cattolica, e da mons. Claudio Giuliodori, Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica nonché Presidente della Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali, per poi concludersi sabato 21 con una tavola rotonda alla quale parteciperanno, tra gli altri, Carlo Costalli, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, e il prof. Lorenzo Ornaghi, già rettore dell’Università Cattolica e Ministro per i Beni e le Attività Culturali. In mezzo ci saranno interventi di approfondimento di carattere accademico e testimonianze di chi vive e opera in ambiti quale la cooperazione internazionale, l’impresa e il terzo settore. A proposito di terzo settore è importante sottolineare la presenza in Expo 2015 di una esperienza del terzo settore come la Fondazione Triulza, alla quale partecipa pure MCL, a cui sarà affidato un padiglione per mettere in evidenza le esperienze dell’associazionismo.

Si tratta di andare verso le periferie esistenziali, come ci ricorda costantemente Papa Francesco, in frangenti delicati come l’accesso al cibo e alle risorse, l’energia, le opere dell’uomo, i beni comuni. Ma non è possibile andare verso le periferie esistenziali senza un approfondimento culturale che renda capaci di affrontare la realtà con saggezza, di essere in grado di leggere i fenomeni e di rispondere con coraggio e intelligenza. Per questo esiste un’esperienza come la Summer School aperta ad una trentina di giovani dirigenti del Movimento Cristiano Lavoratori che testimonia l’importanza fondamentale che riveste la formazione delle giovani generazioni. Non è possibile affrontare un mondo complesso come quello attuale senza averne gli strumenti, soprattutto quando lo si fa attraverso una prospettiva che non riflette quella del pensiero dominante e su questioni particolarmente delicate come il tema di Expo 2015. Difatti, la questione ecologica rappresenta una delle sfide più importanti ed allo stesso tempo decisive della nostra epoca perché riguarda ciò che costituisce l’essenza stessa della vita. È una sfida che porta con sé altre sfide, come la lotta alla fame nel mondo o alla povertà, che non possono essere affrontate solamente attraverso interventi di carattere “tecnico”. Così è necessario riscoprire il carattere relazionale dei beni della terra, un aspetto fondamentale del concetto “beni comuni”, mettendo in evidenza come il fattore decisivo non sia la scarsità delle risorse, come alcuni affermano, ma sia la libertà. E proprio per scoprire, anche in questo frangente, come impiegare al meglio la propria libertà occorre fare proprio l’invito di Papa Benedetto che rappresenta la migliore delle consegne possibili per un appuntamento come la Summer School frutto del rapporto tra il terzo settore e il mondo accademico: “non c’è l’intelligenza e poi l’amore: ci sono l’amore ricco di intelligenza e l’intelligenza piena di amore”.

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