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L’appuntamento «Summer School» in versione Expo

In Fondazione Italiana Europa Popolare

Dal 17 al 20 giugno si terrà a Milano presso l’Università Cattolica la VII edizione della Summer School, frutto della collaborazione tra il Centro di Ateneo per la Dottrina sociale e il Movimento cristiano lavoratori. La Summer School sarà rivolta a una quarantina di giovani dirigenti del Mcl e avrà come tema: «Nuovo umanesimo: i lineamenti, le sfide, le frontiere».

I lavori termineranno con la tavola rotonda dal titolo «Nutrire ogni uomo, nutrire tutto l’uomo » che si terrà il 20 giugno nell’Auditorium della Cascina Triulza all’interno di Expo 2015. Alla tavola rotonda, coordinata dal caporedattore di Avvenire Francesco Ognibene, parteciperanno tra gli altri il presidente del Mcl Carlo Costalli, il presidente Aseri Lorenzo Ornaghi, il prorettore dell’Università Cattolica Antonella Sciaronne Alibrandi e monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura, la carità, la missione e l’azione sociale dell’arcidiocesi ambrosiana.

La sfida del nuovo umanesimo, che richiama il prossimo Convegno ecclesiale di Firenze, non può che essere affrontata alla luce delle sfide che il mondo moderno porta con sé. Si tratta di sfide «vecchie» e di sfide «nuove», in ambiti che ci sono più familiari come la filosofia e l’economia, oppure in ambiti una volta considerati di nicchia, ma che stanno sempre più coinvolgendo la nostra quotidianità come le neuroscienze e l’informazione digitale. Proprio per questo c’è la necessità di uno sguardo che sappia illuminare la complessa realtà di oggi, con tutte le sue contraddizioni, affinché l’umano fiorisca e possa portare la speranza nella concretezza dei nostri giorni così segnati dalla crisi, prima umana che sociale o economica. Non a caso quest’anno la tavola rotonda conclusiva non si terrà all’Università Cattolica, ma all’interno dell’Esposizione universale e più precisamente nella cascina gestita della Fondazione Triulza – di cui il Mcl è fondatore – nello spazio dell’associazionismo. Un modo per poter affrontare con una prospettiva nuova i grandi e importanti temi che sono oggetto della riflessione dell’Esposizione universale.

Occorre che non vada smarrita l’urgenza e la drammaticità di questioni come la fame e lo sviluppo che vanno affrontate a partire dalla realtà quotidiana. La sfida non è quella di inventarsi ricette da applicare o di fermarsi a una riflessione, magari profonda, ma che ci mantiene distanti. La sfida, invece, è quella di un impegno nelle singole realtà che sia capace di generare quelle relazioni feconde che sono alla base di una comunità in grado affrontare le grandi questioni del nostro tempo. Si tratta, dunque, di un momento formativo per essere protagonisti consapevoli del presente, a partire dalle periferie del mondo, dalle periferie esistenziali.

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