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“Nuovo umanesimo: i lineamenti, le sfide, le frontiere”

In Fondazione Italiana Europa Popolare

Con la tavola rotonda “Nutrire ogni uomo, nutrire tutto l’uomo” si è conclusa la Summer School “Nuovo umanesimo: i lineamenti, le sfide, le frontiere”, frutto della collaborazione tra il Mcl, l’Università Cattolica e il Centro di Ateneo per la Dottrina sociale della Chiesa della stessa Università.

La giornata finale della settima edizione della Summer School – rivolta ad una quarantina di giovani dirigenti del Mcl e che ha avuto luogo dal 17 al 20 giugno presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – si è svolta nell’Auditorium della Cascina Triulza in Expo 2015, in quella grande casa dell’associazionismo che è la Fondazione Triulza (di cui il Mcl è socio fondatore).

La tavola rotonda, che coincide anche con la giornata conclusiva del Consiglio Nazionale del Mcl, è stata introdotta dal Direttore del Centro di Ateneo per la Dottrina sociale prof. Evandro Botto ed è stata moderata dal Caporedattore di “Avvenire” Francesco Ognibene. Ai lavori hanno partecipato il dott. Carlo Costalli, Presidente Nazionale del Mcl; il prof. Lorenzo Ornaghi Presidente dell’ASERI e già Rettore dell’Università Cattolica e Ministro per i Beni e le Attività Culturali; la prof.ssa Antonella Sciarrone Alibrandi, Prorettore dell’Università Cattolica; Mons. Luca Bressan, Vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione Sociale dell’Arcidiocesi di Milano; l’architetto Matteo Gatto, Direttore Thematic Spaces di Expo 2015. Matteo Gatto ha sottolineato che le Esposizioni Universali, negli ultimi decenni, sono diventate dei momenti di conoscenza, cercando di superare il rischio di ridurre tutto ad una grande fiera campionaria. Per questo Expo vorrebbe essere un luogo di educazione dove sollevare delle domande. Così tutto è stato costruito intorno alla categoria dello stupore, affinché coloro che entrano con delle domande, possano uscire con delle speranze. Mons. Bressan ha detto che la Santa Sede ha accettato di essere qui presente per un’operazione politica, un’operazione profetica, un’operazione ecologica. L’operazione politica è stata fatta per richiamare tutti alla responsabilità, perché la politica è lo strumento per vivere la responsabilità. La profezia serve per tornare a proporre visioni, visto che fatichiamo a sviluppare visioni che portino la speranza. L’operazione ecologica è quella di tornare a insegnare una scienza antica che la Chiesa ha praticato, l’ascesi nell’educazione, noi possiamo sfamare gli altri perché siamo stati sfamati. Oggi potremmo sfamare tutti, ciò che non funziona è la distribuzione, così abbiamo bisogno di costruire pratiche condivise. Per Carlo Costalli il titolo della tavola rotonda sottolinea che è necessario un nuovo umanesimo per poter nutrire tutti gli uomini, per evitare il rischio della riduzione materialistica. Non dobbiamo illuderci che tutti gli esiti di Expo debbano essere necessariamente positivi, lo saranno solo se ci sarà la consapevolezza che se vogliamo nutrire tutti gli uomini dobbiamo nutrire tutto l’uomo, perché come dice Papa Francesco il vero protagonista di Expo è il volto di coloro che hanno fame. Occorre indurre un cambiamento interiore per superare il paradosso dell’abbondanza che fa parte della cultura dello scarto. Il Mcl cerca di dare il proprio contributo concreto con passione, ad esempio supportando la campagna “Dal Seme al Cibo”, con la sua Ong CEFA per l’autosufficienza di 10.000 famiglie povere. Nutrire tutto l’uomo significa avviarsi verso un nuovo umanesimo, perché per proteggere la casa comune, come ci ricorda la nuova enciclica, occorre cambiare un modello di sviluppo integrale. Per Lorenzo Ornaghi nutrire tutto l’uomo, significa ripartire dalle buone relazioni per superare le insicurezze del pensiero, per entrare “nel cuore della realtà “. Il senso della Summer School non è solo quello di formare, ma di mettere in confronto i giovani con i meno giovani, per imparare e crescere. Per un nuovo umanesimo occorre partire dalle realtà positive che stiamo vivendo. Nutrire ogni uomo è la parte più difficile anche se riguarda la parte più importante del cristianesimo, l’eguaglianza tra gli uomini. Dobbiamo operare in questa direzione in maniera realistica. Se le ineguaglianze si moltiplicano, la nostra insicurezza aumenta drammaticamente. La prospettiva è il fare nella centralità dell’educazione che dà il metodo per entrare nella realtà, nell’importanza del comportamento pubblico, con la speranza necessaria per trovare una soluzione ai problemi. Antonella Sciarrone Alibrandi ha detto che Expo è un generatore di relazioni, com’è avvenuto per la collaborazione tra le Università, e tra le Università e altre istituzioni, perché è necessario conoscere la realtà. In questo senso il lavoro delle Università si è concentrato su due filoni: l’educazione e la ricerca. L’educazione è un profilo importante perché serve a costruire dei percorsi di formazione per lasciare un patrimonio in termini di capitale umano. Da queste possibilità sono nati molti progetti di ricerca nella prospettiva di avere un “dopo” Expo, in cui è necessario mettere in evidenza il senso di responsabilità.

I lavori della Summer School sono stati aperti, nel ricordo del Vicepresidente del Mcl Noè Ghidoni recentemente scomparso e anima di questo appuntamento formativo, dal prof. Franco Anelli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Non si tratta di creare un uomo nuovo, il sogno di ogni ideologia, ma di riscoprire cosa dà consistenza all’umano in un mondo in rapida evoluzione come quello moderno. L’aver affrontato questo tema da più prospettive, da quella teologica a quella filosofica, dalle neuroscienze all’economia, e di averlo visto alla prova di scenari come le nuove tecnologie, ha permesso di superare la tentazione di ridurre l’uomo a qualcosa di determinato, di programmabile, di finito. Questa molteplicità di sguardi, invece, ha permesso di cogliere la grandezza della persona che è desiderio di infinito anche quando si concentra in un particolare della realtà. Con questa consapevolezza è possibile affrontare tutte le sfide che la modernità ci pone, è possibile coniugare la riflessione intellettuale con i gesti concreti, è possibile rinnovare l’impegno di una presenza che vivifica la società.

 

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