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A Senigallia per lanciare una nuova umanità

In Fondazione Italiana Europa Popolare

Dal 10 al 12 settembre si svolgerà a Senigallia l’annuale seminario di studi del Movimento Cristiano Lavoratori che avrà per tema “Incontro all’umano. Garantire coesione sociale, superare l’inequità in economia, assicurare lavoro dignitoso”. Sulla scia del prossimo Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, il seminario – al quale parteciperanno tra gli altri Mons. Fabiano Longoni, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro della CEI, il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, il prof. Stefano Zamagni, il vaticanista de La Stampa Andrea Tornielli, il direttore del Sir Mimmo Delle Foglie, il segretario confederale della Cisl Gianluigi Petteni e il presidente Adapt Emmanuele Massagli – si aprirà con un incontro dei giovani Mcl per poi concludersi nella Cattedrale di Senigallia con la Santa Messa celebrata da Mons. Giuseppe Orlandoni vescovo di Senigallia.

In questo periodo segnato da una grande confusione che coinvolge i fondamenti del vivere comune, fino a minacciare l’essenza stessa della vita, occorre riscoprire una nuova umanità rinnovata nella fede che sappia testimoniare la bellezza della speranza cristiana. Una testimonianza di speranza che irradia tutta la vita, in particolare ambiti come la vita sociale, l’economia e il mondo del lavoro, ai quali molta attenzione ha dedicato Papa Francesco nella sua ultima enciclica “Laudato sì”. Se la vita della comunità, i rapporti economici, il mondo del lavoro e soprattutto le relazioni tra le persone, sono molto spesso segnati dalla “cultura dello scarto”, è necessario adoperarsi affinché possa emergere un modo più umano di fare le cose, di trattarsi, di vivere. Si tratta di superare quel relativismo pratico, che come ci ricorda Papa Francesco nella “Laudato sì”, esalta il dominio sull’altro, per rimettere al centro la persona e il bene comune. Non possono certo lasciare indifferenti i continui appelli per una società più inclusiva nella quale l’economia o il lavoro non siano strumenti di sfruttamento, ma siano luoghi in cui l’umano possa fiorire. È questo un impegno cui non ci si può sottrarre, ma per il quale occorre essere disposti a rinnovarsi continuamente, a non smettere di approfondire gli aspetti culturali, ad andare avanti alla luce del Magistero della Chiesa e ad essere una presenza nella vita quotidiana delle persone.

Affrontare questa sfida, affascinante ed allo stesso tempo dura, significa saper leggere i “segni dei tempi” nelle realtà politiche, economiche, sociali affinché il bene comune non sia una mera dichiarazione d’intenti o in astratto, ma che sia qualcosa di concretamente realizzabile. Il seminario di Senigallia sarà, così, un momento per accogliere nuovamente l’invito a prendersi “cura della casa comune” che il Pontefice “venuto dalla fine del mondo” ha rivolto a tutti nella “Laudato sì”.

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