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Il lungo percorso di approfondimento del pensiero economico di Papa Francesco

In Fondazione Italiana Europa Popolare

Lo scorso venerdì a Padova, con un incontro di carattere nazionale, si è concluso il ciclo di presentazione del libro “Questa economia uccide”, dei vaticanisti Andrea Tornielli e Giacomo Galeazzi, che ha visto impegnato il Movimento Cristiano Lavoratori in una quindicina di appuntamenti in tutto il Paese. Si è trattato di un lungo percorso di approfondimento del pensiero economico di Papa Francesco che ha dato vita ad un vivace dibattito, durante il quale sono emerse sia la ricchezza nel magistero del Sommo Pontefice, sia la vitalità dell’associazionismo cattolico e del laicato in generale. Se il ciclo di presentazione del libro di Tornielli e Galeazzi si può dire concluso, non si può affermare altrettanto del percorso formativo di Mcl su questi temi che, anzi, vivrà un momento particolarmente importante durante l’udienza generale speciale che il Santo Padre ha concesso al Mcl il prossimo 16 gennaio. Proprio questa data segnerà un nuovo inizio e darà un nuovo slancio alla presenza e all’opera nella società di tutto il Movimento che, senza indugiare nel passato, vuole vivere il presente con uno sguardo verso il futuro.

Proprio per questo, dopo l’attenta e proficua analisi che è stata fatta in quest’ultimo anno, occorre presentare delle proposte concrete, come ha sottolineato il Presidente del Mcl Carlo Costalli durante l’incontro di Padova. All’incontro, moderato dal presidente dell’unione territoriale Carlina Valle, assieme al Presidente Costalli hanno partecipato pure l’autore Andrea Tornielli, il delegato della diocesi per la Pastorale sociale don Marco Cagol, e il professore  Leonardo Becchetti. Il confronto è stato serrato perché non si è soffermato solamente sulle valutazioni, ma ha cercato di mettere in evidenza le proposte concrete attraverso cui portare nella società e nella quotidianità il magistero sociale della Chiesa e, in particolare, quello di Papa Francesco. Non farlo sarebbe sperperare la grande ricchezza che la Chiesa ha in sé e che il mondo attende, come dimostrano l’attenzione con cui l’enciclica “Laudato sì” (e prima la “Caritas in Veritate”) è stata accolta e il vero e proprio entusiasmo che ha accompagnato Papa Francesco durante tutta la sua visita negli Stati uniti. Come ha ricordato il prof. Becchetti, esistono già tanti esempi (anche se spesso poco conosciuti) di un modo diverso di operare in ambito economico o finanziario, affinché possano essere incoraggiate e premiate quelle esperienze capaci di valorizzare la persona e di generare bene comune.

Per trovare proposte operative nuove è necessario superare la grande tentazione dell’autoreferenzialità e accettare la sfida di un confronto aperto e sincero con tutti. In particolare, occorre rendersi conto di non essere soli, occorre creare delle reti solide e durature e, soprattutto, occorre avere il coraggio di essere una vera e propria comunità, un concetto che stiamo smarrendo. Si tratta di un richiamo importante a riscoprire il valore della partecipazione per poter rinnovare la vita politica, sociale ed economica della nostra comunità, una responsabilità che riguarda soprattutto i corpi intermedi.

La grande sfida che abbiamo davanti è quella di agire sia a livello locale attraverso la valorizzazione del territorio, che di operare al fine di correggere le “strutture di peccato”, come ci ricorda Papa Francesco. Per farlo dobbiamo appunto usare “l’amore ricco di intelligenza e l’intelligenza piena di amore”, secondo la bellissima frase di Papa Benedetto XVI contenuta nella “Caritas in Veritate”, che sono alla base del modo cristiano di stare nel mondo. Restando alla stretta attualità non è possibile lasciare che le lobby abbiano un peso determinante nelle scelte politiche, come nel caso del gioco d’azzardo, oppure  lasciare che il sistema del credito cooperativo (un’esperienza gloriosa del nostro Paese) sia smantellato, o, ancora, che il lavoro sia la vittima di un gioco al ribasso volto a diminuirne il valore. Dal dramma dell’esclusione a quello delle migrazioni, nell’Anno Santo della Misericordia che sta per iniziare, sono tante le urgenze alle quali dare risposta, una risposta che non può essere uno slogan, ma un impegno concreto capace di fare rete, o meglio di essere comunità. Proprio lo stile di Papa Francesco, assieme ai suoi insegnamenti, può aiutarci ad andare verso gli altri, ad uscire, a non essere rinunciatari, ma a giocarsi fino in fondo e a farlo con passione.

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