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Seminario in vista del referendum sulla riforma costituzionale

In Fondazione Europa Popolare

La data non è stata ancora decisa. Anzi il Governo  sembra intenzionato a far slittare il referendum confermativo che, a norma del’articolo 138 della Costituzione,  si deve svolgere quando  le nuove norme costituzionali  non siano approvate con una maggioranza dei due terzi e ne facciano richiesta un quinto dei membri di una  Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Oltre a modificare numerosi aspetti della Carta vigente, la questione sottoposta agli elettori ha assunto anche un valore politico, in quanto, pur con diversi ripensamenti, il governo ha legato il suo destino all’esito della consultazione, non solo per le dichiarazioni di Renzi, ma per la stessa procedura scelta, imperniata sull’iniziativa di un ddl governativo, approvato a maggioranza con voto di fiducia. Poiché accanto a necessari cambiamenti (bicameralismo paritario – revisione del titolo V – adeguamenti del procedimento legislativo ) le modifiche approvate, che interessano ben 47 articoli,  intervengono su essenziali  aspetti istituzionali e pongono in discussione il carattere partecipativo e rappresentativo del sistema politico, i cattolici impegnati nel sociale sono chiamati a valutare e ad apportare il proprio contributo, come è nella tradizione anche del MCL. Al fine di preparare le propria organizzazione all’evento, il Movimento, avvalendosi della consulenza della Fondazione Italiana Europa Popolare, il 20 luglio a Roma  ha svolto un seminario al quale hanno partecipati i membri dell’Ufficio di Presidenza, i responsabili  regionali, numerosi quadri del Movimento e della Fondazione. Sulla base di un “appunto introduttivo” – illustrato dal  vice presidente della Fondazione Giubilo –  che ha esposto i maggiori elementi di criticità, numerosi  intervenuti   hanno esaminato la proposta di riforma, considerando  come essa si allontani da molti contenuti che l’impegno sociale  dei cattolici aveva trasfuso nella Carta vigente, soprattutto per ciò che concerne la partecipazione, la sussidiarietà e la rappresentanza.
Pur ritenendo necessario un adeguamento della Carta, sono stati evidenziati i limiti del testo che verrà sottoposto al giudizio dei cittadini. Ne offriamo alcuni spunti: il Referendum  è considerato una battaglia per la democrazia (Pecchioli); la riforma elimina quel poco di sussidiarietà e di federalismo (GUT); sono stati cancellati i contrappesi ( Boleo ); la riforma del titolo V è sbagliata, ancora una volta si rinuncia ad un federalismo responsabile  e vale la pena di essere presenti con le nostre tradizioni (Fortunato); è una riforma del governo e non del Parlamento ed è scritta male e sul nuovo centralismo i conflitti di attribuzione  aumenteranno (Massara); con la riforma si aprono nuove criticità occorre far conoscere  partecipando al voto (Borri); viene meno la partecipazione, in una riforma richiesta dalle grandi banche, mentre  si abbandona il centralismo del Parlamento (Sciacqua); ci si deve opporre  senza costruire un frontismo con quelli che dicono No, raddensando un ‘area alternativa  al renzismo (Margrita); mancano contrappesi e si annulla la sussidiarietà  (Volpetti); la riforma costituzionale  conferma che il Paese è lontano anni luce dalla politica (Dati); Il No andrebbe motivato anche dal punto di vista morale, riportando la politica all’obiettivo del bene comune (Papa). L’assistente nazionale, don Ernesto, prendendo la parola ha espresso la sua condivisione su  “molto” di quanto emerso nell’incontro, sottolineandone la positività e affermando che l’MCL è “un corpo che discute”, ritenendo che la riforma avrebbe dovute essere fatta “insieme” e che è corretto che i laici cattolici  facciano in maniera ragionevole la loro scelta. La giornata era stata aperta dal Presidente MCL Carlo Costalli che aveva sottolineato che , con il seminario, si sarebbe avviata una fase di analisi e di riflessioni che avrebbe portato, nei tempi necessari,  ad una decisione da assumere negli organi al fine di portare il contributo dei cattolici impegnati nel sociale sulle importanti questioni oggetto del voto referendario. In conclusione, poi, Costalli ha ricordato di aver espresso una sua personale valutazione negativa della riforma, rimarcando, comunque, le forti perplessità emerse nell’incontro  sul  progetto riformatore. Ampia soddisfazione ha espresso inoltre il Presidente per le valutazioni, complessivamente  attestate su una forte condivisione. Il Presidente della Fondazione, Tonino Di Matteo, chiudendo l’incontro, ha rilevato come la giornata abbia messo in evidenza il  metodo del dialogo, la consapevolezza dei contenuti della riforma e una espressione unitaria. La riforma della Costituzione – secondo la sua valutazione –  non appare in linea con il patrimonio del magistero  sociale, indirizzandosi verso  l’emarginazione dei corpi intermedi, auspicando che, sulla base della propria autonomia, il Movimento valuterà se ci si indirizza o meno  verso i  contenuti della partecipazione popolare  ed allora sarà necessario intervenire su “una riforma  che non ci appartiene”.

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