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Giovanni Gut

Categoria

Poesie

In queste notti vuote e stanche,

quando colui che ti ama non può cercati,

quando colui che ami non puoi vedere,

il cuore è soffocato dalla passione insoddisfatta.

Sguardi lascivi ti bramano,

mani prive d’amore vogliono toccarti,

pregustano il tuo piacere,

e conosceranno solo la loro vergogna.

Osservi gli usurpatori contendersi il tuo corpo,

per esibirlo e trarne gloria,

ma frigida sarai,

perché ad un altro appartieni.

Tu, splendida sposa promessa,

che in ogni stagione rinnovi la tua verginità,

castamente aspetti il tuo unico amore,

per scoprire ancora l’ebbrezza della vostra unione.

La prima volta che lo vedesti,

così giovane e timoroso di sognarti,

capisti che saresti stata solo sua,

che gli altri tuoi amanti inutilmente ti avrebbero avuta.

Oggi sulla tua pelle d’argento porti tre ferite,

per le tre volte che davanti a te il tuo amore cadde,

mentre il tuo cuore sanguina al ricordo,

degli occhi gonfi di pianto di colui che ti ama.

Quando l’inganno,

la stanchezza,

e infine un destino invidioso e beffardo,

vi abbandonarono alla disperazione.

Ma poi, solo il tuo vero amore poteva,

nel momento dell’umiliazione e dell’ingiustizia,

risplendere in tutta la sua bellezza,

e con coraggio soggiogare il destino crudele.

Perché non c’è destino crudele,

che possa privare gli amanti di ciò che la Grazia ha loro concesso,

né impedire il compiersi di una promessa che il cielo ha benedetto,

e così, sconfitte, si inginocchiano l’invidia e la superbia.

Il tuo solo amore,

triste e ramingo,

sta cercando la strada per giungere a te,

per guardarti ed essere da te ammirato.

Il tempo è la struggente attesa di un incontro,

quando non ci sarai più Tu né Lui,

ma l’amante diverrà l’amato,

e l’amato sarà l’amante.

Tu belle tra le belle,

Lui grande tra i grandi,

il tuo nome è Champions,

il suo nome è Milan.

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Senza mai fermarsi

Non ancora,

il cuore conduce altrove,

nell’incertezza,

verso l’ignoto,

lasciandosi stupire.

Il cielo brilla,

e infonde la speranza,

non dell’approdo,

ma della verità del desiderio,

che trascina lontano.

Per una scintilla di bellezza,

di bontà,

magari flebile,

spesso inesplicabile,

ma inesauribile.

Oltre il timore,

dove tutto diventa dono,

e si trasforma in gioia,

perché il destino,

è tornare a casa.

Senza mai fermarsi.

Al mio più grande amore (assieme al Milan)

Chiudo gli occhi,

e mi appari,

così inebriante,

così soave.

Il tuo sorriso,

è una finestra aperta,

su mondi conosciuti,

verso emozioni indimenticate.

Altri piaceri ho assaporato,

e in altri piaceri ho cercato conforto,

inutili alimenti della mia inquietudine,

che solamente te brama.

Se un destino crudele ci ha separati,

noi amanti cresciuti insieme,

non cederemo al suo ricatto,

e saremo ancora un solo amore.

Piadina mia,

nutrimento della mia passione,

sostanza del mio essere,

segreto della mia gioia.

L’odore della paura

Come i lupi fiutano il timore delle prede,

nel cuore che palpita sempre più forte,

nel sangue che fluisce e rimbomba nelle vene,

io sento l’odore della tua paura.

L’arroganza non maschera,

i tuoi occhi colmi di terrore,

il furore delle urla non soffoca,

il tremore della tua voce.

Non puoi nasconderti,

né puoi fuggire,

la paura ti insegue,

guida i tuoi demoni.

Ecco, ora ti afferrano,

ti trascinano nell’abisso,

tra i rantoli della vita che finisce,

rumore che il vento disperde.

 

Il mattino tra le rocche

Come solitarie preghiere,

i profili degli edifici di pietra,

emergono dalla nebbia del mattino.

Una melodiosa cantilena,

scioglie il cieco manto,

che si disperde nei colori dell’alba.

Tra il rosso e l’oro di un nuovo giorno,

il cupo blu della notte,

è il sospiro che la terra leva al cielo.

Quando la bellezza del mondo si inginocchia,

e gli affanni e le gioie dei viventi,

depone ai piedi della Croce che arde nella luce.

Dagli occhi alle labbra (le tue prime rughe)

Le acque del tempo,

cascate nate dai tuoi occhi blu,

scavano solchi sul tuo viso,

dove malinconia e solitudine si posano.

Rivoli che scivolano verso le labbra,

stanche domande per il mondo,

sentieri di un timido amore,

gelosi custodi di un sorriso.

 

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