In Fondazione Italiana Europa Popolare

Di Matteo in Matteo, così sembra procedere la politica italiana. Partendo dal segretario-premier del Pd per arrivare al leader della Lega, la politica trova due dei suoi più importanti protagonisti. La cosa che li accomuna è la vocazione a semplificare cose complicate che permette loro di riassumere, nei 140 caratteri che Twitter mette a disposizione, interi poemi epici. Questa dote, esaltata dai mezzi di comunicazione moderna, non deve però indurre a credere che non abbiano una certa visione del mondo e della politica.

In questo momento è interessante valutare e giudicare la posizione del leader leghista che sta cercando di portare avanti l’esperimento di creare una “Lega nazionale”. Se ci riuscirà e in che grado ci riuscirà, solo il tempo potrà rivelarlo, però quello che possiamo fare è ricominciare a guardare il sistema politico, partendo proprio da quanto la Lega sta facendo. Davanti al caos che regna nel centro destra e all’evanescenza delle posizioni tra le sue forze, la Lega sta aumentando i suoi consensi. Quello che stupisce non è tanto che la Lega stia rinsaldando posizioni che aveva quasi perdute tra i suoi elettori, ma che sia in grado di attrarre un elettorato storicamente lontano.

Cosa induce persone con una cultura politica distante da quella della Lega a prendere in seria considerazione la Lega come alternativa credibile al centro sinistra di Renzi? Perché questo accade? Inutile girarci intorno: Salvini ha capito benissimo che la politica non è un’idea astratta, ma attiene alla vita concreta di ogni giorno. Certo la politica è indirizzata da una visione, ma non può che confrontarsi e rispondere alla vita e alle esigenze delle persone. Dimenticare questo significa condannarsi ad un astrattismo che porta alla marginalità, oppure a trasformare la politica nel campo di battaglia delle ideologie. Cose che nulla hanno a che fare con quel “bene comune” che dovrebbe essere lo scopo da perseguire di ogni politica. La drammaticità della disoccupazione, le difficoltà che quotidianamente le famiglie incontrano, l’insicurezza che continua a crescere in tante nostre città, la crisi economica che perdura, l’irragionevole pressione fiscale, sono solo alcune delle ferite e delle contraddizioni che la politica tende ad ignorare o addirittura esasperare. È facile comprendere l’aumento del consenso per quanti, in un clima come questo, siano in grado di offrire una risposta o anche solo un inizio di risposta a tali questioni. Non si dovrebbe credere che questo accade solamente perché costoro sono bravi ad incanalare l’insoddisfazione generale e a indicare dei colpevoli (pensiamo a quanto va dicendo la Lega di Salvini). Questo accade soprattutto perché parlano dei problemi quotidiani delle persone, delle cose che le persone vivono, delle loro paure e delle loro speranze.

Se la Lega di Salvini sta riuscendo a togliersi dall’angolino in cui la situazione di Bossi, i problemi della transizione della leadership, e forse l’esaurirsi delle ragioni storiche della sua esperienza politica, l’avevano messa, è anche grazie all’incapacità delle forze moderate di parlare alla gente e di stare in mezzo alla gente. Senza il coraggio di affrontare certi temi scottanti (Europa, immigrazione e sicurezza su tutti), si rischia che tali temi diano sfogo alle nostre peggiori paure, e che siano le nostre paure a dare forma alla politica. Invece, quello di cui abbiamo bisogno è che sia la speranza a dare forma alla politica, a renderla capace di operare per il bene comune. Proprio per il bene comune è necessario avere la libertà di parlare di tutto e con tutti, è necessario denunciare le cose che non vanno e avere il coraggio di porvi rimedio.

È sempre più necessario liberare dalla violenza del politicamente corretto e dal peso del conformismo il dibattito politico e ritornare ad essere vicini alla gente. Da un punto di vista di politica spicciola e quotidiana sarà interessante capire se la Lega, nazionale o meno, vorrà rimanere essenzialmente un movimento di protesta, oppure diventare un movimento che ambisce al governo nazionale. Ma dal punto di vista del sistema politico sarà ancora più interessante vedere se ci saranno delle forze che avranno il coraggio di tornare a fare una politica capace di ascoltare le persone e che non inneggi al bene comune, ma che abbia il coraggio di sceglierlo e perseguirlo giorno per giorno.

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